riceviamo e pubblichiamo una lettera del Dott. Franco La Barbera

SULLE AMMINISTRATIVE DI BELMONTE 2017

Finalmente riesco a mettere per iscritto le mie riflessioni sulle elezioni appena conclusesi.

Avrei potuto farlo prima,  ma un po’ per gli impegni professionali e politico-sindacali , un po’ per correttezza istituzionale, visto che non ero candidato, lo sto facendo solo adesso a risultati già acquisiti. Forse avrei potuto tentare di lanciare un messaggio a reti congiunte e con il cinguettio degli uccellini come sottofondo, ma il rischio di non essere preso troppo sul serio sarebbe stato grande.

Non me ne voglia l’Onorevole Romano. Sto semplicemente scherzando e non ho assolutamente l’intenzione di offendere.

Ma andiamo all’analisi del voto. I Patronati di Belmonte e i loro responsabili sono i veri vincitori delle elezioni visto che a Belmonte riescono sempre  a ” convincere ” chissà perchè, la maggior parte dei  Belmontesi a votare o per i propri figli, ( basta guardare l’attuale C.C. per trovare qualche esempio ),  o per i candidati che avendo loro giurato fedeltà potranno ” fare carriera ” ed eventualmente richiedere qualcosina.

Ma hanno vinto anche i grossi nuclei familiari ( o tortu, o rittu,  addifenni ù tò ).  S. Pizzo  ha superato P. Di Liberto per una manciata di voti e a festeggiare  è la maggior parte dei Dipendenti del Comune che se la ride e di nascosto continua a bisbigliare con una certa sarcastica soddisfazione : ” l’aviamu  rittu e u’ ficimu “.  A mente fredda i presupposti per la sconfitta c’erano tutti e purtroppo per il sindaco uscente, i dipendenti del comune di Belmonte l’hanno punito. Non  tutti loro, perchè ci sono anche quelli che di fronte al fatto che non ricevessero lo stipendio, hanno preferito non esporsi, aspettare tempi migliori e parlare di nascosto, galleggiare, insomma,  come mi ha detto uno di loro. Non solo loro come ho detto,  ma anche chi, io tra questi,  non ha votato neanche per l’altro candidato e non si  sentiva rappresentato  nè dall’uno, nè dall’altro.

L’analisi del voto però non può prescindere da quanto accaduto prima delle elezioni e innanzitutto  è bene chiarire il perchè della mia mancata partecipazione benchè l’abbia già fatto pubblicamente.

Il sottoscritto, come dichiarato in tempi non sospetti aveva deciso di non candidarsi già da mesi. E la spiegazione è semplice. Infatti la mia modesta opinione è che in politica bisogna stare con i piedi per terra e quindi se non hai una forza partito che ti sostiene, o fai compromessi, che altri chiamano alleanze o convergenze, oppure non ti candidi, prendi atto delle tue scarse possibilità e scegli di intraprendere altre vie di lotta. Mi dispiace quindi per tutti coloro ( davvero molti ) che mi hanno spronato e hanno caldeggiato la mia candidatura a sindaco (” questa volta è la volta buona! ” ) ma purtroppo non c’erano davvero le condizioni socio-politiche per una mia candidatura. Infatti, io non solo non avevo una forza-partito a Belmonte,  ma neanche a Palermo dove non ho condiviso come componente del Comitato Politico Regionale del PRC,  l’esperienza di Sinistra Comune che a dispetto di quanto votato al nostro Congresso Nazionale, ha voluto mischiarsi a forze e individui, da cui io ed altri abbiamo preso le distanze in quanto espressione delle politiche  neoliberiste.   E non solo non ho avuto la possibilità di allestire  una lista ( da questo punto di vista caro Onorevole Romano, non siamo messi meglio di Lei )  ma a Belmonte, credo non esista, ahimè, una Sinistra che abbia veramente a cuore un cambiamento strutturale e la voglia e/o la capacità di non dondolare al primo soffio di vento. Esiste una Sinistra, rispettabilissima e a cui tengo moltissimo e guardo con speranza,  che però spesso si limita, nel migliore dei casi,  ad affidare ad altri le responsabilità di tenere alta la bandiera con la falce e il martello, riservandosi al momento giusto di criticare o lamentarsi per qualsiasi cosa non condivida. Forse è una amara provocazione, e sicuramente lo è da parte mia,  ma in politica non si può continuare a ululare alla luna aspettando cambiamenti che senza un impegno diretto e senza una reale presenza nelle istituzioni, non possono arrivare, almeno in questa fase.  Non ci sarà in questa legislatura, purtroppo,  la presenza della sinistra ( non mi si dica per favore che è rappresentata dal PD perchè mi offenderei ) e questo potrebbe forse essere, guardando il lato positivo della faccenda,  uno stimolo per la sua  rinascita e il suo  rilancio a breve. E quindi non ci resta, a tutti,  che rimboccarci le maniche e superare quei pochi connotati di divisione nell’ambito della costellazione della sinistra, per costruire un fronte comune, a partire dai prossimi impegni elettorali e non, per rilanciare anche a Belmonte la nostra presenza alla guida dell’ Amministrazione e del Consiglio che a mio avviso è assolutamente possibile. Ricordo a tal proposito che stiamo lavorando e io tra quelli in prima persona, alla preparazione delle Regionali di novembre 2017, cercando di unire tutta la sinistra di alternativa al PD e alle sue politiche neoliberiste. Ma di questo avremo modo di riparlarne perchè  rappresentano una occasione importante  per mandare a casa Crocetta e sperare di superare lo sbarramento e lottare per avere un nostro presidente.

Ma cos’è successo prima del voto dell’11/ giugno.

Come saprete, fino al 5 aprile non c’erano segnali di schieramenti e/o candidature. Tutto dormiva o così sembrava. Si sapeva soltanto che il Sindaco uscente non aveva intenzione di candidarsi. Poi a cominciare da questa data, dopo una prima riunione che il PD aveva organizzato nella sua sede,  si sono svolti ufficialmente quattro incontri cui, oltre alle forze politiche sono state invitate, almeno nella prima fase,  anche le associazioni, i gruppi sportivi ecc… All’ordine del giorno di questi incontri, tre su iniziativa sempre del PD e il quarto ( una settimana prima della scadenza della presentazione delle liste ) di Giovanni Salerno, c’era la necessità di ” individuare un sindaco e un programma condivisi “.

Inutile raccontarvi che in realtà nessuno di loro voleva questo sindaco condiviso, tant’è che alle mie sollecitazioni su che caratteristiche dovesse avere e come dovesse essere individuato questo sindaco e su che tipo di programma si volesse trovare una convergenza, nessuno ha mai risposto. Nè il PD che evidentemente aveva una sua strategia ( forse di portare tutti all’ultimo minuto e poi essere costretti a convergere, pregandolo, sul sindaco uscente che a quel punto si ” sarebbe sacrificato per il bene del paese ” ), nè G. Salerno che, anche se un poco alla volta, ha detto chiaramente che data la situazione del Comune, non ci poteva essere in ogni caso una convergenza sull’uscente e che forse era meglio, io penso, un suo candidato. Quindi come vedete, il massimo della finzione da parte delle forze che volevano il sindaco condiviso, qualora si eccettui il Cantiere Popolare che pur non esprimendosi chiaramente sul sindaco ( ma facendo intendere che ci sarebbero state delle aspettative )  tuttavia proponeva di mettersi tutti insieme con tre quattro candidati ciascuno e così il partito della  nazione sarebbe stato confezionato anche a Belmonte. E d’altro canto, mi permetto di osservare, quale sarebbe la differenza tra tutte queste forze di cui fin’ora abbiamo parlato ?

Ora, mi preme sottolineare che sin da subito mi sono dissociato per i motivi sopra esposti, dalle intenzioni, ammesso che ce ne fossero, di andare tutti assieme. E questo non per dire che loro sono brutti e cattivi e io il buono. Da parte mia sin dall’inizio c’è stata una posizione chiara e netta. Infatti  credo sinceramente che non ci siano possibilità di incontro tra me e loro e questo lo sanno anche loro che sono abituati ai compromessi, alla lotta per le poltrone, alla rotazione degli assessorati, e soprattutto ad occuparsi di piccola amministrazione  lasciando tutto così come era prima se non peggio.  Non mi è mai sembrato nè prima nè ora, che ci fosse l’intenzione da parte delle forze invitate alle varie riunioni, di un cambiamento strutturale che guardasse  ai problemi del lavoro e della disoccupazione, delle condizioni idro-geologiche, della cultura e della conoscenza, del diritto allo studio, delle reali condizioni finanziarie del comune e/o  dell’evasione tributaria. a tal proposito  un assessore della giunta Di Liberto in occasione di una riunione ha detto testualmente : voi lo capite che c’è gente che deve 50.000 euro al Comune? come si fa a chiederglieli ?  E non mi pare che qualcuno di loro abbia chiarito cosa intenda  fare rispetto ai vari milioni di euro di debito che il Comune di Belmonte ha accumulato.

L’unica cosa che ripetono è : se si dichiara il dissesto viene il commissario che è una cosa terribile ( come se avere certi amministratori non lo sia ) e nel frattempo pensano già a fare  piani di riequilibrio che altro non significano  che accettare quello che vogliono dallo Stato Centrale e dalla Regione ( guarda caso a direzione PD ) e cioè  di firmare ulteriori mutui che puntualmente non potranno essere pagati e quindi ulteriori debiti che vengono scaricati sui cittadini che si vedranno negati i loro sacrosanti diritti.

Il nuovo Sindaco, in campagna elettorale ha detto che utilizzerà i fondi europei, e questo in questa fase glielo possiamo perdonare, però credo che al più presto, debba prendere coscienza del giocattolo che altri hanno voluto affidargli e ci debba dire come stanno veramente le cose e come intende risolverle. E’ un suo dovere come rappresentante di tutta la comunità belmontese e un diritto dei cittadini che vuole amministrare ma soprattutto è un dovere di legge. Lo deve a tutti   visto che l’assessore al bilancio e alle finanze uscente, che ha saputo attraversare trasversalmente tutte le amministrazioni che si sono fatte attraversare,  si è rivelato un buon mago illusionista e con il gioco delle tre carte, piazzandosi per cinque anni nel suo vecchio ufficio e quindi creando qualche imbarazzo alla Responsabile dello stesso ufficio, ha saputo nascondere, così come è sempre stato abituato, le carte  impedendo al Consiglio Comunale, di potere esercitare le proprie prerogative di indirizzo e di controllo per conto di tutti gli elettori.

Qualche maligno potrebbe alludere : ma allora è per questa sua capacità, sicuramente non comune,  che anche P. Di Liberto lo abbia scelto come assessore al bilancio? Ma Pietro potrebbe rispondere che per la verità era in quota  al gruppo di  G. Salerno, lo stesso che era alleato di P. Di Liberto, cioè del PD e che ora è con il nuovo sindaco S. Pizzo. Forse a questa domanda potrebbe  rispondere il segretario del PD  M. Milone che ha difeso il sindaco a spada tratta,  e questo lo si può capire,  dimenticando però che anche Lui era consigliere e che in quanto rappresentante dei cittadini, avrebbe avuto il diritto di vedersi presentare i bilanci di previsione per tempo e non alla fine dell’anno ( per dovere di cronaca l’ultimo bilancio portato in consiglio è stato il consuntivo 2015 fermo a meno 1.850.000 euro circa a cui vanno aggiunti probabilmente altri tre, quattro milioni di euro di debiti ).

Di fronte a una situazione debitoria di questa portata che, per correttezza,  non dipende dalla giunta uscente,  se non per non avere risolto o voluto risolvere il problema dell’evasione tributaria ( paga soltanto il 28% dei cittadini ), e di fronte al fatto che i dipendenti del Comune di Belmonte  non ricevono lo stipendio se non ogni tanto, il nuovo sindaco deve fare chiarezza e dirci che cosa intende fare. Magari sentendo il suo alleato  G. Salerno che è famoso per avere distrutto la scalinata della chiesa madre e avere eretto al suo posto una barriera di cemento e che ha scaricato sui cittadini belmontesi, durante la sua sindacatura, un pò di debiti sotto forma di mutui ( questa a proposito è una delle criticità insieme ad altre, del deficit strutturale del comune segnalate dalla Corte dei Conti ). O gli altri  politici belmontesi suoi alleati che hanno fatto parte della giunta S. Barrale che ha lasciato un grande debito e convenzioni di venticinque anni che impegnavano il Comune in un grosso sacrificio economico. O lo stesso S. Barrale che sull’assunzione di diverse decine di persone nel Patto Alto Belice ha chiuso non uno ma tutti e due gli occhi.

Nelle more di tale necessaria e urgente chiarezza, possiamo dire che  una ” convergenza ”  la maggioranza e la minoranza l’hanno trovata: l’elezione a Presidente del Consiglio ( con tutto il dovuto rispetto ) di una consigliera neofita, che guarda caso è in quota alla famiglia Barrale-Romano. Chissà se il Sindaco che si è dichiarato più volte diverso dai vecchi politici, ne è stato informato.

La mia modesta impressione, è che se si accetta qualcosa di grosso che nemmeno si conosce,  alla fine non essendotela guadagnata, forse non ne vieni neanche informato. Ma questo non ha importanza perchè, come il nuovo sindaco ha sostenuto in consiglio comunale   ” la politica è compromesso “.

Franco La Barbera P.R.C.